In questo libro, appena uscito, tra i 14 punti di vista su politicamente corretto e cancel culture, c'è anche il mio. L'ho articolato in 10 tesi che vado a elencare >
1) Il politicamente corretto esiste ed è inevitabile. Siamo coinvolti in una negoziazione permanente sui margini del dicibile, perché i vecchi margini che ci eravamo illusi di aver fissato sono sempre meno adeguati alla nostra società. #NonSiPuòPiùDireNiente?
2) È iniziata una lotta planetaria per il riconoscimento. L'emancipazione delle minoranze non passa soltanto dai diritti formali e dalla ridistribuzione materiale, ma anche da rivendicazioni simboliche che riguardano il linguaggio. #NonSiPuòPiùDireNiente?
3) I social media sono un acceleratore di conflitti che non riusciamo più a controllare. Il collasso del contesto garantisce una condizione di iper-pubblicità in cui ogni messaggio scivola prima o poi fino al destinatario meno adatto a riceverlo. #NonSiPuòPiùDireNiente?
4) Si può dire tutto, ma a sempre meno persone. Ogni bolla di ricezione ha il suo codice, le bolle proliferano, ognuna tenta d'imporre il proprio codice come meta-linguaggio egemone. #NonSiPuòPiùDireNiente?