In questo libro, appena uscito, tra i 14 punti di vista su politicamente corretto e cancel culture, c'è anche il mio. L'ho articolato in 10 tesi che vado a elencare >

1) Il politicamente corretto esiste ed è inevitabile. Siamo coinvolti in una negoziazione permanente sui margini del dicibile, perché i vecchi margini che ci eravamo illusi di aver fissato sono sempre meno adeguati alla nostra società. #NonSiPuòPiùDireNiente?
2) È iniziata una lotta planetaria per il riconoscimento. L'emancipazione delle minoranze non passa soltanto dai diritti formali e dalla ridistribuzione materiale, ma anche da rivendicazioni simboliche che riguardano il linguaggio. #NonSiPuòPiùDireNiente?
3) I social media sono un acceleratore di conflitti che non riusciamo più a controllare. Il collasso del contesto garantisce una condizione di iper-pubblicità in cui ogni messaggio scivola prima o poi fino al destinatario meno adatto a riceverlo. #NonSiPuòPiùDireNiente?
4) Si può dire tutto, ma a sempre meno persone. Ogni bolla di ricezione ha il suo codice, le bolle proliferano, ognuna tenta d'imporre il proprio codice come meta-linguaggio egemone. #NonSiPuòPiùDireNiente?
5) Il linguaggio è un virus; il politicamente corretto è la cura. L'ho scritto in lungo e in largo in Radical Choc, la nostra società produce contemporaneamente nuovi rischi e nuove soluzioni, cancellando la possibilità stessa di un'alternativa. #NonSiPuòPiùDireNiente?
6) Non si governa la società multiculturale senza padroneggiare il pol. corr. Manager, politici, personaggi pubblici, intellettuali non possono svolgere efficacemente le proprie funzioni senza prendere in conto la trasformazione delle sensibilità. #NonSiPuòPiùDireNiente?
7) L'inclusione rischia anche di produrre esclusione. Dal momento che si vincolano reputazioni e carriere alla padronanza di un codice complesso e mutevole, si disegnano attorno a questa competenza nuove faglie d'ineguaglianza. #NonSiPuòPiùDireNiente?
8) L’elaborazione e la trasmissione del codice forniscono una rendita di posizione. Questo vale anche sul piano geopolitico (soft power) in quanto le università anglosassoni hanno conquistato il privilegio esorbitante dell'emissione del codice egemone. #NonSiPuòPiùDireNiente?
9) Per pacificare la società, bisogna codificare stabilmente le regole di comunicazione. Allo stato attuale, la fluttuazione del meta-linguaggio pensato per attenuare le tensioni produce lui stesso tensioni. #NonSiPuòPiùDireNiente?
10) Il politicamente corretto sta diventando la faglia attorno a cui si segmenta l’intero campo politico. La destra si specializza nella sua denuncia, la sinistra si divide: senza un definitivo accordo sul codice (improbabile) il conflitto resterà. #NonSiPuòPiùDireNiente?

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The first ever world map was sketched thousands of years ago by Indian saint
“Ramanujacharya” who simply translated the following verse from Mahabharat and gave the world its real face

In Mahabharat,it is described how 'Maharishi Ved Vyasa' gave away his divine vision to Sanjay


Dhritarashtra's charioteer so that he could describe him the events of the upcoming war.

But, even before questions of war could begin, Dhritarashtra asked him to describe how the world looks like from space.

This is how he described the face of the world:

सुदर्शनं प्रवक्ष्यामि द्वीपं तु कुरुनन्दन। परिमण्डलो महाराज द्वीपोऽसौ चक्रसंस्थितः॥
यथा हि पुरुषः पश्येदादर्शे मुखमात्मनः। एवं सुदर्शनद्वीपो दृश्यते चन्द्रमण्डले॥ द्विरंशे पिप्पलस्तत्र द्विरंशे च शशो महान्।

—वेद व्यास, भीष्म पर्व, महाभारत


Meaning:-

हे कुरुनन्दन ! सुदर्शन नामक यह द्वीप चक्र की भाँति गोलाकार स्थित है, जैसे पुरुष दर्पण में अपना मुख देखता है, उसी प्रकार यह द्वीप चन्द्रमण्डल में दिखायी देता है। इसके दो अंशो मे पीपल और दो अंशो मे विशाल शश (खरगोश) दिखायी देता है।


Meaning: "Just like a man sees his face in the mirror, so does the Earth appears in the Universe. In the first part you see leaves of the Peepal Tree, and in the next part you see a Rabbit."

Based on this shloka, Saint Ramanujacharya sketched out the map, but the world laughed